…. “ chi m’ha
purtato a fa a Posillipo si poi nu me vo bene?” ovvero, "...che mi hai portato a fare sopra a Posillipo
se non mi vuoi più bene?" chissà in quanti ancora ricordano
questa frase all’interno di un film di Renzo Arbore e Luciano De Crescenzo e la
partecipazione di Andy Luotto e Roberto Benigni, quest’ultimo agli albori del
suo successo, oltre ad un nutrito numero di attori e personaggi vari. Parliamo
di FFSS, un film di scarso successo ma che in qualche modo resiste nei ricordi
per il significato, in parte farsesco, che tale pellicola assunse nel tempo. Ma
perché parliamo di questa frase? Perché Posillipo, nota zona del napoletano,
rappresenta in qualche modo l’emblema dell’abitudine degli italiani di fare
sesso in auto, al punto che, in un altro stavolta più celebre film anch’esso
degli anni 80 o giù di lì, ci riferiamo a “Così parlò Bellavista” di Luciano De
Crescenzo, consumare un amplesso in auto, proprio a Posillipo, era una
tradizione che si tramandava forse fin dall’avvento di massa dell’automobile,
condita in questo caso, dall’arte di arrangiarsi tutta partenopea, che
prevedeva a Posillipo, l’uso di aree “attrezzate” con tanto di venditori di
giornali pronti a tappezzare l’auto e garantire intimità alle coppiette di
turno. Ma che ne è stato di Posillipo e dell’abitudine degli italiani di
rintanarsi in auto per fare sesso, oggi, a distanza di 30 anni dal film dell’arguto
De Crescenzo?
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lunedì 30 gennaio 2012
Sesso in auto: fino a tre anni di galera, eppure la smania torna in auge
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